IPL - Luce pulsata per acne

L’ipl (intense pulsed light in inglese) detta generalmente luce pulsata, indica un ampio range di trattamenti più o meno superficiali utilizzati in medicina estetica per trattare inestetismi cutanei di varia natura.

L’ipl (intense pulsed light in inglese) detta generalmente luce pulsata, indica un ampio range di trattamenti più o meno superficiali utilizzati in medicina estetica per trattare inestetismi cutanei di varia natura.


Anestesia: non necessaria
Durata: 2 o più sedute da 30′
Precauzioni: protezione dall’irraggiamento solare
Ritorno al sociale: immediato

Come spiegato nell’articolo dedicato, un apparecchio a luce pulsata emette una potente onda luminosa veicolata attraverso un filtro (detto cut-off) che ne assorbe le lunghezze d’onda non necessarie permettendo di trattare efficacemente un determinato tessuto target ad una determinata profondità.


La luce pulsata permette di diminuire la secrezione sebacea ed eliminare la proliferazione batterica.


L’ACNE

L’acne è una vera e propria patologia che, seppur molto diffusa soprattutto nella fascia d’età adolescenziale, può assumere forme avanzate, dolorose e deturpanti in alcuni casi. L’acne è una patologia che può colpire anche gli adulti.
Psicologicamente inoltre, l’acne, anche in forme moderate, causa spesso una diminuzione dell’autostima nei ragazzi e ragazze colpite.


Gli eventi biologici riconosciuti come determinanti nella formazione delle lesioni acneiche sono:


  • ipercheratizzazione e occlusione del follicolo pilosebaceo;
  • iperattività ed iperresponsività della ghiandola sebacea;
  • iperattività pro-infiammatoria del Propionibacterium acnes;
  • infiammazione intra e perifollicolare.

In breve e senza andare troppo nel dettaglio, l’ipercheratinizzazione causa la formazione di un tappo corneo di cheratina che va ad impedire la fuoriuscita del materiale sebaceo dal suo naturale condotto escretorio. La vediamo nel primo esempio dell’immagine soprastante all’estrema sinistra.
La seconda fase è rappresentata dall’accumulo di sebo dentro il poro, chiamato dotto pilosebaceo.
La terza fase è caratterizzata dalla colonizzazione del dotto pilosebaceo da parte del Propionebacterium Acnes.
Questo batterio causa la risposta immunitaria e infiammazione. Nell’estrema destra è raffigurata la quarta fase, detta nodulo-cistica. In questa fase il bulbo pilosebaceo si sfalda causando la fuoriuscita del sebo nel derma, peggiorando lo ulteriormente lo stato infiammatorio.


L’IPL, LUCE PULSATA NEL TRATTAMENTO DELL’ACNE ATTIVA


La luce pulsata ha tre metodi di azione contro l’acne attiva:


Foto-chimica:
Foto-termica
Foto-immunologica

Precedenti osservazioni e studi clinici hanno dimostrato che i pazienti sperimentano un miglioramento dell’acne dopo l’esposizione alla luce solare naturale ma il perché non è ancora del tutto chiaro.
Più recentemente, è stato ipotizzato che le terapie basate sulla luce pulsata ipl a 400-980 nm intervengano diminuendo il livello di Propionebacterium Acnes (P.A) e riducendo la dimensione e la funzione delle ghiandole sebacee.
In particolare, la luce viene assorbita dalle porfirine prodotte naturalmente nei follicoli sebacei dal batterio P.A. sopra menzionato. 4)5) Le porfirine (coproporfirina III e protoporfirina IX) assorbono lunghezze d’onda di luce tra 400 e 700 nm con un picco di assorbimento nei 415 nm all’interno dello spettro luminoso blu.


L’assorbimento della luce porta alla foto-eccitazione delle porfirine e successivo rilascio di ossigeno singoletto (uno stato dell’ossigeno molecolare estremamente reattivo) e radicali liberi, che esercitano potenti effetti battericidi su P. acnes e una netta diminuzione di volume delle ghiandole sebacee con riduzione della produzione di sebo.
Le lunghezze d’onda più lunghe, come la luce rossa, anch’esse presenti nello spettro ipl utilizzato per la terapia acneica nel nostro studio (AC eMatrix con tecnologia Elos -Acne Treatment 400-980 nm) penetrano più in profondità nella pelle dove possono raggiungere direttamente le ghiandole sebacee ed esercitare proprietà antiinfiammatorie influenzando il rilascio di citochine dai macrofagi.


IL COEFFICIENTE DI ASSORBIMENTO DELLA LUCE


La luce blu (400-430nm) è maggiormente assorbita dalle porfirine ma ha un coefficiente di penetrazione basso (vedi figura sotto), conseguentemente l’unione di varie lunghezze d’onda risulta utile anche per la possibilità di trattare la pelle a profondità maggiori.


ALCUNE DOMANDE E RISPOSTE


INDICAZIONI: A CHI È RIVOLTO L’INTERVENTO?


L’intervento è rivolto a tutti i portatori della patologia acneica, seppur con alcune eccezioni dovute all’assunzione di farmaci fotosensibilizzanti e al foto-tipo. Pelli troppo scure potrebbero risultare in macchie ipo-pigmentate nelle aree di trattamento.


TEMPI DI RECUPERO


QUANTO DURA IL TEMPO DI RECUPERO DEL PAZIENTE?


Generalmente il rossore causato dalla terapia sparisce nel giro di due o tre giorni.


QUANDO SARÀ POSSIBILE RITORNARE ALLE NORMALI ATTIVITÀ E AL LAVORO?


Nella maggioranza dei casi, subito.


RIMARRANNO SEGNI VISIBILI, CICATRICI ECC. DELL’INTERVENTO?


No, l’intervento è generalmente ben tollerato e se eseguito su pazienti idonei non lascia segni visibili. Al contrario ha l’effetto di eliminare la manifestazione dell’acne e gli esiti cicatriziali.


COMPLICAZIONI


Quali problemi potrebbero verificarsi durante o dopo l’intervento?
Durante l’intervento il paziente percepisce uno impulso al momento di rilascio della luce. Questo impulso è breve, dell’arco di una frazione di secondo. La sensazione riportata è quella di un leggero schiocco di un elastico sulla pelle.


QUALI ATTIVITÀ SONO DA EVITARE?


Esposizioni al solo non protette, attività che richiedono sollecitazioni delle aree trattate, nuoto per almeno 3 o 4 giorni post intervento e l’applicazione di creme o lozioni irritanti.


CONSIGLI SU COME VELOCIZZARE I TEMPI DI GUARIGIONE.


Evitare di detergere la pelle con saponi troppo aggressivi.

ALTERNATIVE TERAPEUTICHE


Attualmente la luce pulsata rappresenta un’ottima opzione per il trattamento dell’acne sia sotto il profilo della sicurezza che dei risultati terapeutici. Tuttavia ci sono altri trattamenti basati sull’effetto della luce che possono essere preferibili in casi più gravi, come la terapia fotodinamica con applicazione di acido amino-levulinico. Questa terapia agisce sulle stesse basi della luce pulsata. Ha dei tempi di recupero di circa un mese e richiede di astenersi completamente dall’attività lavorativa per alcuni giorni a seguire. È sicuramente più doloroso della luce pulsata ma comunque tollerabile dalla maggior parte dei pazienti.






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